Category: Tecnologia e real estate

I problemi dei portali immobiliari

I portali immobiliari possono essere un utile strumento per gli agenti immobiliari e per i potenziali acquirenti nella loro ricerca di casa. Tuttavia, basarsi esclusivamente sull’utilizzo dei portali immobiliari per vendere e cercare una casa può essere un errore per diversi motivi.

Innanzitutto, i portali immobiliari non offrono sempre una gamma completa di proprietà disponibili sul mercato. Molti proprietari scelgono di vendere la loro casa senza l’aiuto di un agente immobiliare e quindi non la inseriscono sui portali immobiliari. Inoltre, alcuni agenti immobiliari potrebbero scegliere di non inserire tutte le loro proprietà sui portali, preferendo invece utilizzare altre strategie di marketing. Ciò significa che basandosi solo sui portali immobiliari, un agente potrebbe non avere accesso a tutte le opportunità di vendita disponibili.

Inoltre, i portali immobiliari spesso non offrono una grande visibilità per le proprietà in vendita. Con così tante proprietà disponibili sui portali, le singole inserzioni possono facilmente passare inosservate tra la massa di altre annunci. Ciò può ridurre notevolmente le possibilità che una proprietà venga vista da potenziali acquirenti, rendendo più difficile per l’agente immobiliare vendere la casa.

Infine, i portali immobiliari spesso non consentono agli agenti di stabilire un rapporto personale con i potenziali acquirenti. La maggior parte delle interazioni avviene online, il che può rendere difficile per l’agente immobiliare farsi conoscere e dimostrare le proprie competenze e la propria professionalità.

Senza un rapporto personale, è più difficile per l’agente comprendere le reali esigenze e le preferenze dei potenziali acquirenti, il che può limitare la sua capacità di trovare loro la casa giusta.

In sintesi, basarsi esclusivamente sui portali immobiliari per vendere una casa può essere un errore perché non offrono una gamma completa di proprietà disponibili, possono non garantire una buona visibilità per le proprietà in vendita e non consentono agli agenti di stabilire un rapporto personale con i potenziali acquirenti. Gli agenti immobiliari dovrebbero invece utilizzare una varietà di strategie di marketing per massimizzare le loro possibilità di vendita.

Comprare Casa a Roma, secondo l’intelligenza artificiale

Se stai cercando una casa a Roma, ci sono alcune cose che puoi fare per facilitare la tua ricerca e trovare l’abitazione perfetta per te.

Innanzitutto, è importante avere un’idea chiara del tipo di casa che stai cercando e del budget a tua disposizione.

Valuta attentamente le tue esigenze e le tue aspettative, e cerca di essere il più preciso possibile nella definizione delle tue preferenze. In questo modo, sarai in grado di individuare più facilmente le case che soddisfano le tue richieste.

Un altro modo per cercare casa a Roma è quello di utilizzare i motori di ricerca.

Esistono diversi siti web che offrono annunci di case in vendita o in affitto a Roma, come ad esempio Immobiliare.it o Casa.it.

Utilizzando parole chiave come “casa a Roma” o “appartamento a Roma“, potrai trovare una vasta gamma di annunci e sfogliare le foto delle case disponibili.

Se hai difficoltà a trovare la casa dei tuoi sogni online, puoi anche rivolgerti a un’agenzia immobiliare.

Le agenzie immobiliari hanno una grande esperienza nel settore e possono aiutarti a trovare la casa che fa al caso tuo, anche se non è presente online.

Tieni presente che le agenzie immobiliari possono richiedere una commissione per i loro servizi, quindi assicurati di chiedere preventivamente quali sono i loro costi.

Infine, non dimenticare di considerare anche altre opzioni, come ad esempio l’affitto di una casa o l’acquisto di una casa in una zona diversa da Roma.

Con un po’ di pazienza e impegno, potrai trovare la casa dei tuoi sogni a Roma.

Che ne pensate di quanto ha scritto “Chat GPT”? Ti sembra tutto corretto?

Agente Immobiliare, un lavoro che non esiste piu’

Sarei curioso di sapere cosa risponderebbero i colleghi alla domanda: cosa fa un agente immobiliare?

Credo che uscirebbero risposte il più delle volte anacronistiche, con palesi invasioni di campo in professionalità altrui, alla disperata ricerca di un riconoscimento sociale che andasse oltre i luoghi comuni del “tizio in giacca e cravatta che guadagna tanto per aprire le porte”.

Agente Immobiliare, un lavoro che non esiste piu’

L’attenzione al prodotto, anziché al servizio, evidenziata in un interessantissimo articolo di Stefano Lopes Pegna che trovate su linkedin, ha perennemente rinviato il momento in cui decidere una volta per tutte cosa siamo.

Le stesse associazioni di categoria sembrano percorrere la strada del “parallelismo professionale” con altri attori del settore come notai, architetti, geometri, come se ci fosse necessità di trasformarci in “notaietti” o “certificatori”, cosa che in realtà non ci compete e che soprattutto il mercato (vedi il sondaggio di ideaRE 2017; a proposito, ma perché nessuno dei player ha ritenuto valido studiare il mercato utilizzando un sondaggio gratuitamente fruibile e con campione da far invidia alle migliori società demoscopiche? ) non vuole e non ci riconosce?

Tra tecnologie che avanzano e troppo spesso sottovalutiamo, e imminente ingresso di nuove professionalità nel settore dell’intermediazione che potrebbero seguire alla caduta dell’incompatibilità, la sfida è importante, e il risultato a favore degli agenti immobiliari tutt’altro che scontato.

Cercare di comprendere quale sia il valore aggiunto che un agente immobiliare può dare in una compravendita e puntare su quello nella comunicazione è l’imperativo che dovremmo avere tutti per cercare di ritagliarci uno spazio nel futuro dell’intermediazione.

Personalmente credo che tornare a focalizzare quell’aspetto negoziale e commerciale a volte così vituperato da alcuni “guru” del settore sia la strada da seguire, laddove i semplici controlli e prequalifiche sull’immobile siano il minimo sindacale che la clientela si aspetta (fatti inoltre da chi è preposto a farli); E da questo cercare di costruire un unicum non replicabile da nessun altro.

Una strada che indiscutibilmente passa tramite la via della collaborazione tra agenti immobiliari, unico modo di far esplodere in maniera esponenziale le doti empatiche, negoziali e commerciali dei singoli.

Basterebbe (si fa per dire) seguire alcuni semplici precetti, che potrebbero portare alla creazione di un vero e proprio enorme “studio associato diffuso“:

sinergia: tra colleghi e altre professionalità, in cui ognuno abbia il proprio ruolo che permetta di gestire una rete di relazioni così fitta da essere impenetrabile da attori improvvisati e non etici.

Trasparenza e univocità: perseguire la strada della comunicazione chiara e incontrovertibile, in cui andare anche oltre le larghe maglie che la legislazione ci concede e darci una modalità di lavoro che preveda che le fasi di trasferimento dei pagamenti, perfezionamento dei contratti e corresponsione delle provvigioni siano delineateavendo sempre a mente la tutela di tutte le parti interessate (oggi alcune condizioni sospensive, domani magari superate blockchain e nuove tecnologie in automazione), e che sia condivisa da tutti gli agenti immobiliari.

Umiltà: La certezza che la sopravvivenza e la prosperità professionale del singolo siano legate interdipendemente a quelle del gruppo. Ancora una volta scomodo Covey per ricordare che ” Quello dell’interdipendenza è un concetto molto più maturo, più avanzato (rispetto a quello dell’indipendenza – ndr). Se io sono fisicamente interdipendente, sono autosufficiente e capace, ma mi rendo conto che voi ed io lavorando insieme possiamo realizzare molto più di quanto io, anche con il massimo impegno, posso fare da solo. Se sono emotivamente interdipendente, ricavo senso del mio valore da me stesso, ma riconosco anche il mio bisogno d’amore, di dare e di ricevere amore dagli altri. Se sono intellettualmente interdipendente, mi rendo conto dell’utilità che i pensieri di altre persone vengano ad aggiungersi al mio.

Naturalmente tutto questo permetterebbe di coltivare quell’intelligenza creativa ed emotiva che sarà il requisito principale della nostra e di tante altre professioni da qui a brevissimo, e per applicarlo e svilupparlo, ancora una volta, secondo me è necessario portare avanti con convinzione quel concetto straordinario chiamato RETE.

per scoprire qualcosa di più sulle nuove competenze previste per competere nel mercato del lavoro nel futuro prossimo consiglio questo articolo e anche questo!