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A qualche anno oramai dall’ingresso nel mercato immobiliare, quale è lo stato delle cose? Da un’analisi rapida effettuata prendendo per riferimento i vari siti proprietari delle principali agenzie immobiliari online, il quadro che ne emerge è quello di una periferica incidenza delle stesse nel mercato, con poco più di 2000 immobili in vendita al 15 gennaio 2021 di cui oltre 1300 concentrati nelle prime due.

UN MODELLO CHE NON E’ DESTINATO A CRESCERE?

Numeri che possono sembrare irrilevanti a fronte del parco immobili in vendita complessivamente nel paese, che superano abbondantemente il milione di unità, ma rappresentano comunque una realtà a cui parte dei venditori si sta rivolgendo (numeri così bassi fanno presumere siano reali e non “gonfiati”.

E numeri che comunque, uniti al dato di almeno due realtà similari a quelle elencate che hanno già chiuso i battenti pur avendo esordito in pompa magna, possono darci un’indicazione:

Il modello è un modello che può essere percorribile abbattendo fortemente molti costi di gestione, ma che avrà necessità di una rete di persone (agenti?) sul territorio, come ribadisce l’indirizzo delle prime due proptech di questa rapida indagine, ribadendo l’efficacia e l’efficienza delle capacità umane nell’attività negoziale nelle compravendite.

Ci sarà e si rafforzerà una quota di utenti interessata a usufruire dei servizi low cost di alcuni player, ma la lotta tra questi, partendo da costi molto bassa, finirà per agevolare l’accentramento della richiesta su una o due realtà al massimo, che grazie a numeri sufficienti potrà generare ricavi.

Se il modello vincente sarà quello che affiancherà le persone sul territorio, la realtà che potrebbe subire un’erosione perdendo affiliati è quella dei franchising, a cui potrebbero alcune proptech guardare con interesse per attingere a forza lavoro, da disporre sul territorio per sviluppare la forma “ibrida” che sembra quella più performante.

La partita è solo all’inizio.