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Il mercato immobiliare di quest’anno

Ciao sono Massimo Onofri agente immobiliare e ti presento la nuova puntata di “Un pò presto” rubrica di pillole immobiliari mattutina, nel caso in cui non avessi voglia di vedere il video ti riporto di seguito il contenuto.

Buona Lettura!

Cosa aspettarci da il mercato immobiliare nel 2022?

Il 2021 che ci siamo lasciati alle spalle è stato un anno molto importante per il mercato immobiliare ma questo 2022 che stiamo vivendo, abbiamo cominciato da poco, come sarà nel settore della compravendita degli immobili? Dobbiamo essere ottimisti o pessimisti?

Il 2021 è stato un anno molto importante con un numero di compravendite che si è attestato intorno alle 700 mila, quindi numeri molto superiori addirittura quelli pre-crisi covid-19, quindi prima dell’inizio della pandemia, addirittura si prevede che questo 2022 possa arrivare a superare quelli che erano i numeri ottenuti nel 2007 quindi prima dell’inizio della crisi dei mutui subprime.

Quindi dovremmo essere ottimisti? Io dico sì ma con prudenza.

Se andiamo ad analizzare i dati nella loro interezza e cerchiamo di dare una proiezione dobbiamo innanzitutto dire che sta cambiando in maniera repentina la domanda e quindi la richiesta si sta facendo molto esigente e, se è vero che l’anno scorso abbiamo avuto 700 mila compravendite, è vero pure che 700 mila immobili sono stati tolti dal mercato, ce ne saranno altrettanti, ma la qualità di questi immobili probabilmente sarà diversa.

Andando ad analizzare i trend del mercato immobiliare cominciamo ad avere il segno più accentuato in alcune realtà, per esempio a Milano piuttosto che Bologna, e addirittura il segno meno in alcune grandi città come Firenze e Napoli, mentre Roma è sostanzialmente stabile.

Questo che cosa vuol dire? Appunto che la domanda sta cambiando, sta diventando più esigente e ci sono delle priorità che prima venivano magari messe in secondo piano, il concetto di città in 15 minuti, andate a vedere ho fatto un video in tal proposito, diventerà sempre più importante.

Cosa dobbiamo tenere in considerazione se vogliamo comprare o vendere casa?

Probabilmente tutta una serie di servizi collegati all’universo dell’abitazione che si acquista diventano fondamentali, e qui si giocherà la partita tra un immobile e l’altro, è un elemento che dobbiamo tenere in considerazione.

Non solo, ci sono sicuramente gli incentivi sulle ristrutturazioni e vari “bonus” ed “eco bonus” da considerare, ma come potranno andare ad incidere? Probabilmente in prezzi più alti per immobili che si troveranno condizioni migliori sia come stabile che come unità immobiliare.

Però anche qua, se devo darvi una analisi rispetto ai dati che abbiamo in real time (e probabilmente siamo gli unici ad averlo) grazie alla rete di collaborazione di cui faccio parte, che analizza i dati in tempo reale e quindi non successivamente a quando arriveranno i rogiti, stiamo avendo una tempistica sempre più ridotta per la proposta d’acquisto, per immobili di qualità elevata, e stiamo assistendo quindi una contrazione dei tempi medi di permanenza sul mercato.

Però questo potrebbe andare a generare un meccanismo che già abbiamo visto altre volte nel mercato immobiliare e quindi una pretesa maggiore di richieste di prezzo da parte dei venditori, che potrebbe non andare più a impattare sulla reale sul reale valore di mercato, quindi i proprietari potrebbero cominciare a chiedere un valore più alto di quello che effettivamente, il loro immobile, riesce a valere ed ottenere dal mercato.

Questo potrebbe portare a uno stallo in alcune zone d’Italia, e sicuramente in alcune zone di Roma, che dovrebbe cristallizzare i prezzi e portare a quella contrazione che se non è una bolla vera e propria potrebbe però congelare per un momento il mercato.

Quindi cosa fare se vuoi comprare casa?

C’è sicuramente da stare molto attenti quando andate a fare un acquisto, godendo ancora delle agevolazioni e dei vantaggi che abbiamo con dei mutui a tassi di interesse effettivamente ancora estremamente concorrenziale, e che dovrebbero rimanere tali almeno per i primi sei mesi del 2022, dobbiamo comunque fare acquisti in maniera prudenziale, quindi ribadisco dobbiamo essere ottimisti ma anche prudenti, perché potremmo andare ad acquistare un appartamento che è arrivato al suo picco massimo o forse addirittura superato il suo valore di mercato in questo momento.

Dobbiamo stare molto attenti, quindi abbiamo bisogno di una consulenza e di un’azione e importante, che tenga presente di tutte le nostre motivazioni.

Se state vendendo (se vuoi vendere casa velocemente leggi qui come fare) il consiglio è quello di andare a cercare di capire, nella maniera più asettica e distaccata possibile, quale è il valore dell’immobile, andando a prendere i punti di riferimento, andando a consultarmi con chi fa questo lavoro tutti i giorni, cercando un vostro consulente di fiducia, perché mettere l’immobile ad un prezzo più alto non comporta una certezza di chiusura della compravendita in tempi accettabili o addirittura al prezzo che effettivamente potrebbe valere.

L’ho detto mille volte, il rischio quando ci mette un appartamento fuori prezzo in vendita, è quello che alla fine si realizzi addirittura meno di quello che si poteva realizzare mettendolo sul mercato ad un prezzo reale e ottenibile per tutta una serie di motivi.

Ribadisco ancora, in conclusione, sarà molto importante cercare di capire, zona per zona, là dove siete interessati ad acquistare o a vendere, quelle che saranno le tendenze e le proiezioni della domanda, quindi che tipo di richiesta avrebbe e che tipo di situazione, anche infrastrutturale ( che diventerà sempre più importante ) ha a disposizione la zona dell’immobile che state cercando o vendendo, perché con questo è riuscito a collocarvi, secondo me, con la proiezione giuste per poterlo mettere in vendita o cercare di acquistare al prezzo più corretto.

Spero che sia stato chiaro, quindi questo è un anno molto importante, che salvo situazioni che ancora non possiamo prendere in considerazione perché non si sono verificate, dovrebbe andare in questo modo, quindi con il numero di compravendite che aumentano, ma con l’inizio della cristallizzazione dei prezzi in alcune zone.

Vedremo un pò se andrà così, come si dice le previsioni vengono fatte anche per essere smentite, ma bisogna provare a mettere a disposizione quelle che sono le nostre sensazioni.

Vi ringrazio per avermi seguito fin qui, se volete ci sono sempre i soliti riferimenti per potermi contattare e farmi richieste, rispondo privatamente se riesco o se posso attraverso i mezzi pubblici e vi do appuntamento alla prossima puntata di “un po’ presto”.

Andamento del mercato immobiliare

Oggi parliamo di qualcosa di già sentito ma che affronteremo frequentemente nei prossimi mesi per capire quale sarà l’andamento del mercato immobiliare post coronavirus.

Andamento del mercato immobiliare

Andiamo, quindi, ad analizzare l’andamento del mercato immobiliare post coronavirus.

Come avevo già raccontato in altri precedenti video e articoli pubblicati sul mio canale YouTube e su questo blog, si parla principalmente dell’interesse per alcune tipologie di appartamenti, come quelli senza balcone ad esempio, che va sempre più scemando.

Andamento mercato immobiliare – Novembre 2020

La domanda si sta spostando a partire dalle nuove necessità dettate dallo smart working e da prospettive che richiedono una situazione molto più snella dal punto di vista della logistica degli uffici.

Si parla nuovamente di un mercato che è quello commerciale che potrebbe avere un grosso contraccolpo, come lo ha avuto quello alberghiero che è praticamente fermo e sembra aver avuto un calo del 55% rispetto al passato.

Gli affitti sono cambiati: si parla più volentieri di contratti transitori o classici come 4+4 o 3+2.

Questi dati sono già stati visti ed affrontati ed appurati.

Ora bisogna sottolineare un punto che secondo me, e secondo i colleghi della rete di cui faccio parte, può diventare importante anche per capire dove si sta andando.

Infatti, credo che sia prematuro parlare di proiezioni definitive: l’Italia deve considerare e affrontare le conseguenze di quella che è stata la crisi da lockdown. Probabilmente, prima di allora, qualsiasi tipo di proiezione anche se interessante rischia di risultare alquanto superficiale.

Il futuro del mercato immobiliare

Non prima di settembre / ottobre 2021 sarà possibile avere veramente un disegno chiaro di quello che sarà il futuro del mercato immobiliare, un mercato che si muove in maniera non convenzionale e poco reattiva rispetto, ad esempio, a quello del consumo al dettaglio, tanto per menzionarne uno.

Perche’ non riesco a vendere casa

Questo articolo è dedicato a tutti coloro che non riescono a concludere la vendita del proprio appartamento, che stanno gestendo da soli come privati. Magari avete messo un bell’annuncio in primo piano attraverso delle agenzie ma non state comunque ottenendo il risultato voluto.

5 ragioni per cui non riesci a vendere casa.

Scopriamo alcune possibili ragioni alle difficoltà incontrate nella vostra vendita:

  1. Siete fuori mercato / non c’è richiesta. La “non richiesta” è il caso più raro tra i due poiché colpisce solo alcune zone estremamente depresse dal punto di vista commerciale, magari per un abbattimento della situazione socio-lavorativa di quel contesto oppure dello spopolamento in corso. Molto più spesso si potrebbe semplicemente essere fuori mercato, ossia con una collocazione commerciale errata  a un prezzo completamente sbagliato.

  2. Siete emotivamente coinvolti. Visto che state vendendo da soli, la promozione commerciale è un aspetto molto importante che potrebbe coinvolgervi emotivamente, finendo per incidere in modo negativo durante gli appuntamenti. Purtroppo non è semplice gestire persone che entrano nella propria casa esprimendo talvolta delle obiezioni sul nostro appartamento, che abbiamo vissuto con amore e che rappresenta una fase importante della nostra vita. Non si tratta di un mero aspetto culturale: di fatto si può avere una grandissima preparazione ma avere un livello di coinvolgimento tale da non gestire correttamente le fasi degli appuntamenti.

  3. Non riuscite a gestire efficacemente l’agenda. Magari, a causa del vostro lavoro, potete rispondere ad e-mail e telefono solo in determinate fasce orarie. Con la velocità delle informazioni che oggi ci passano davanti qualcosa potrebbe sfuggirci e potrebbe capitare di perdere  delle opportunità.

  4. Non utilizzate gli adeguati strumenti di marketing. Non è semplice pubblicare un annuncio: alle spalle ci sono una storia, un’attività di promozione, un cartello che segnali la vendita. Magari stiamo sbagliando qualcosa nell’annuncio, magari stiamo dimenticando un valore fondamentale oppure stiamo dando risalto ad un elemento in maniera errata tanto da fuorviare alcuni potenziali clienti. Sono errori in cui si può incappare quando non si è abituati a gestire la vendita tutti i giorni sul campo.

  5. Non conosci la situazione dei tuoi competitor. Ossia la situazione di immobili simili al tuo per posizione e caratteristiche, che si trovano al momento sul mercato immobiliare.

Ti riconosci in uno di questi aspetti? Contattami, sarò felice di consigliarti su come risolvere alcune dinamiche sbagliate.

Case, il lockdown ha fatto salire i prezzi?

Oggi affrontiamo il tema del settore immobiliare e del rapporto con le notizie diffuse dai media mainstream, che spesso fuorvianti a chi è adentro il settore. Nello specifico, andiamo a vedere il mercato immobiliare in apparente risalita dopo il lockdown.

Prendiamo un articolo del 1° luglio il cui una parte del titolo recitava “il lockdown non ha scalfito il mattone: prezzi su dell’1,4% nel II trimestre”. Di primo acchito si ha l’impressione che ad aumentare sia stato il prezzo di compravendita, vero?

Case, il lockdown ha fatto salire i prezzi?

L’articolo ci spiega poi meglio la situazione, che si rivela un po’ diversa da quella che poteva apparire dal solo titolo. Si afferma sì che il prezzo medio richiesto per l’usato – nel 2° trimestre dell’anno –  è stato 1.722 euro al metro quadrato, ma ci si ricorda anche che durante i precedenti mesi di pandemia abbiamo visto parte dell’offerta ritirarsi dal mercato e parte del prodotto in vendita andare verso l’affitto.

Non si tratta quindi di una vera e propria impennata dei prezzi ma dell’aumento della richiesta comparata a un trimestre precedente di grandissima pressione e ad una ripartenza con un minor stock di abitazioni sul mercato.

L’andamento dei prezzi è in parte attribuibile a un livello molto più basso di proprietà immesse sul mercato nel corso degli ultimi tre mesi. Col Paese in piena chiusura abbiamo visto parte dell’offerta ritirarsi dal mercato e parte del prodotto in vendita andare verso l’affitto. Dal 4 maggio i potenziali acquirenti si sono riaffacciati sul mercato con un approccio attendista orientato alla negoziazione. Tutto fa pensare a un periodo di transizione, con compravendite a rilento, verso una nuova fase che probabilmente vedrà un aumento dello stock disponibile e un calo dei prezzi nella seconda parte dell’anno […]” (https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2020/07/01/147746-case-il-lockdown-non-ha-scalfito-il-mattone-prezzi-su-dell1-4-nel-ii-trim-scopri )

Vi consiglio di continuare a leggere con molta attenzione le notizie senza fermarvi ad un titolo che può essere ingannevole.  E’ probabile pensare che alcuni dei venditori(soprattutto quelli che hanno spazi esterni) abbiano la pretesa  di partire con prezzi ancora più alti rispetto a prima ma assistiamo per lo più a una forte propensione alla negoziazione. Se volete vedere come sta andando in questo momento il mercato immobiliare probabilmente la fonte più autorevole è quella degli agenti immobiliari che riescono ad aggregare insieme i dati.

L’acquirente sta vivendo in maniera molto razionale e ponderata l’attuale mercato immobiliare e non è detto che accetti a cuor leggero che si chieda un po’ di più per determinati appartamenti. Al contempo gli immobili che stanno ottenendo una collocazione ideale nel mercato con tempi di vendita relativamente brevi sono quelli che hanno magari fatto un adeguamento del prezzo verso il basso, in partenza.

Facendo riferimento a una banalissima legge di incrocio tra domanda e offerta, se alcuni appartamenti salgono di prezzo ad apparire concorrenziali saranno gli immobili che hanno abbassato di pochi punti percentuali il prezzo fissato all’inizio del primo trimestre 2020.

Ripeto, anche e soprattutto nel settore immobiliare, andate sempre oltre il titolo.

L’incarico di vendita in esclusiva e’ una trappola?

Hai affidato l’incarico di vendita in esclusiva a un’agenzia immobiliare, e le cose non stanno andando come ti aspettavi?

Oggi parliamo di un qualcosa che può succedere a coloro che stanno vendendo casa, ovvero sentirsi in trappola tramite perchè si è firmato in esclusiva un incarico .

Chi mi conosce o ha letto qualcosa sa che sono un fautore dell’incarico in esclusivae che lo ritengo l’unico strumento utilizzabile per poter essere performanti nei confronti di un venditore in un sistema maturo, ma c’è incarico in esclusiva incarico in esclusiva.

Quindi, quand’è che l’incarico in esclusiva diventa un limite e non un opportunità? quando è affidato a un'agenzia immobiliare che non collabora e su questo non riesco a vederla in maniera diversa, visto che anche nei tanti confronti social sul tema nessuno dei non collaborativi ha mai fornito una risposta secondo convincente (le analizzeremo in un prossimo post)

L’incarico di vendita in esclusiva e’ una trappola?

Proprio qualche giorno fa mi sono confrontato con un collega su questo punto . Ora vogliamo spostare l’attenzione sull’incarico in esclusiva condivisa, ovvero affidato a un’agenzia un’agenzia che collabora realmente è tutt’altro; è il massimo potenziamento delle opportunità (permettendo ai colleghi di poter promuovere l’immobile da lui acquisito ai propri clienti) sia per un venditore e anche per un acquirente che si rivolge un agenzia che fa parte del circuito di collaborazione, per motivi molto semplici e vanno detti fuori dai denti senza nessun problema, uscendo fuori da quell’ipocrisia che a volte permea la categoria.

E’ qualcosa di veramente semplice anche da spiegare. Un incarico in esclusiva che vincola un venditore con una sola agenzia o un solo marchio (senza fare nomi specifici molto spesso questo incarico è sostenuto da brand diffusi ma che operativamente lasciano l’incarico in gestione a un’unica agenzia immobiliare o un unico agente immobiliare.

<E dove stanno i limiti> ti starai chiedendo, e ora te li illustro comparando un incarico in esclusiva classica (EC) a un incarico in esclusiva diffusa condivisa (ED).

Relazioni con i clienti: EC- solo le relazioni dell’agenzia. ED-le relazioni di centinaia di colleghi.

Pubblicità: EC – gli strumenti di marketing e i canali di una sola agenzia – ED – gli strumenti di marketing di centinaia di colleghi, i canali di tutti, annunci e promozione a diffusione enorme.

L’aspetto delle relazioni e negoziale figlio di una rete di tantissimi agenti immobiliari che porta poi a ottimizzare il prezzo da ambedue i lati e le tempistiche.

Mi fermo qui ma potrei approfondire nel dettaglio ma lo farò prossimamente, già quanto scritto dovrebbe far comprendere perchè non vi è competizione tra le due modalità.

Chiaro che incarico esclusiva diffusa condivisa deve prevedere una provvigione per permettere la collaborazione . L’incarico a 0% poi è la trappola delle trappole, figlia di quella deformazione del pensiero secondo la quale se ho l’immobile e lo pubblicizzo prima o poi l’acquirente da me ci viene, se poi il prezzo è buono (sic) ancora più facile.

La realtà è ben diversa.

Motivazioni varie possono far escludere l’agente x o l’agenzia immobiliare y, a torto o ragione, e per mille motivi il cliente potrebbe non essere presente in una banca dati di richieste e in un’altra si, oppure consigliata da un’agente a visionare quell’appartamento perchè confacente alle sue esigenze e da un altro no (capita più spesso di quanto pensiate).

La pubblicità, ci torno un attimo. Gli annunci che trovi identici in foto e testi ma che lasciano liberi gli acquirenti di scegliere con quale agente procedere sono sicuramente più performanti di quegli annunci tolti e ricaricaricati ogni giorno dall’agente per mantenere una presunta maggiore visibilità sul portaleignorando che i criteri di ricerca del cliente sono diversi.

Sappiate che nelle reti di collaborazione succede spesso che un cliente chiami un agente per un appartamento e questo gli proponga un altro per il quale magari lo stesso cliente aveva chiamato un collega non andando a visionarlo e alla fine non solo effettui la visita, ma acquisti l’immobile.

Valutate con attenzione quindi se dare date un incarico in esclusiva o richiedere un’esclusiva diffusa condivisa che non è non dare incarico a nessuno e permettere a tutti di pubblicizzare perché altrimenti vi state sottoponendo al rischio di avere annunci sparsi pezzi diversi, nessun tipo di gestione nessuna cabina di energia, prezzi e foto diverse, info in antitesi etc.

Siamo tutti diversi noi agenti immobiliari, ma la nostra diversità insieme è un valore aggiunto perchè, per quanto possiamo essere bravi noi non riusciamo mai a raggiungere la totalità del mercato, a cui si avvicina invece l’incarico in esclusiva condivida diffusa.

Legge Di Bilancio 2020

La Manovra finanziaria 2020 contiene, tra le altre, alcune misure specificatamente dedicate al settore immobiliare.

I principali bonus sono stati confermati, mentre ci apprestiamo ad “accogliere” la nuova imu.

Di seguito un veloce riepilogo delle più importanti novità contenute nella legge che riguardano le Vostre abitazioni:

Il Bonus ristrutturazioni viene confermato:

ne saranno oggetti gli interventi di:

  • Manutenzione straordinaria (ad esempio, installazione di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione e miglioramento di servizi igenici, sostituzione di infissi, rifacimento di scale e rampe, recinzione dell’area privata, interventi finalizzati al risparmio energetico)
  •  Ristrutturazione edilizia (demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria dell’immobile preesistente, modifica della facciata, realizzazione di una mansarda o di un balcone, aperture di nuove porte e finestre, costruzione dei servizi igenici in ampliamento delle superfici e dei volumi esistenti)

  • Restauro e risanamento conservativo (Si tratta di interventi mirati all’eliminazione e alle prevenzione di situazioni di degrado, adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto delle volumetrie esistenti, aperture di finestre per residenze di aerazione dei locali)
  • Non sono ammessi alle detrazioni gli interventi di manutenzione ordinaria, a meno che non si tratti di lavori condominiali. Per manutenzione ordinaria si intendono gli interventi quali le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici, la sostituzione dei pavimenti, infissi e serramenti, la tinteggiatura di pareti, soffitti, infissi interni ed esterni, il rifacimento di intonaci interni, la verniciatura delle porte del garage.

Il bonus ristrutturazioni riguarda sia la prima che le seconda casa e comprende le spese effettuate per la messa a nuovo di ogni ambiente della casa come la ristrutturazione del bagno.  Per la ristrutturazione della facciata della propria casa, è invece possibile usufruire del nuovo bonus facciate 2020, che comprende una detrazione del 90%.

Bonus Mobili:

Come indicato dall’agenzia delle entrate nella sua guida

Si può usufruire della detrazione Irpef del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), destinati ad arredare un immobile oggetto di ristrutturazione

Nella guida viene specificato anche come ottenere il bonus.

si specifica che ” Per avere l’agevolazione è indispensabile, quindi, realizzare una ristrutturazione edilizia (e usufruire della relativa detrazione), sia su singole unità immobiliari residenziali sia su parti comuni di edifici, sempre residenziali” ma che vale poi anche per l’arredo di immobile diverso da quello oggetto dell’intervento. Inoltre si estende il bonus alle parti condominiali.

Bonus Facciate:

commi 220 e 221 dell’articolo 1 della Legge prevedono che

219. Per le spese documentate, sostenute nell'anno  2020,  relative agli interventi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o  tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro  della  facciata  esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B ai  sensi  del  decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444,  spetta  una detrazione dall'imposta lorda pari al 90 per cento. 

Dieci quote annuali di importi costanti, a partire da quello dell’intervento. Così viene detratta la somma.

Plusvalenza:

Nel caso di rivendita di immobile entro i cinque anni dall’acquisto e ove non si sia mantenuta la residenza per un periodo pari alla metà del tempo tra acquisto e rivendita più un giorno dell’intestatario o parente in linea retta, sulla differenza di prezzo la plusvalenza sale dal 20 al 26%

Bisogna prestare quindi molta attenzione a questo passaggio, laddove si decida di rivendere nel quinquennio.

Queste le novità più importanti, assieme all’unificazione tra imu e tasi che mantiene l’esenzione per la prima casa già prevista per le due imposte.

Per ora mi fermo qui ma resto a disposizione per ogni informazione e se volete una rapida consulenza contattatemi anche via whatsapp cliccando qui.

A New York l’inquilino non paga piu’ la provvigione

Il mondo degli agenti immobiliari della grande mela è in subbuglio a seguito della decisione dell’autorità locale di vietare le commissioni per gli affittuari, che sono spesso almeno pari al 15% del canone annuo.

Una decisione in linea con il documento programmatico di interventi pubblicato l’anno scorso da parte del governatore Cuomo.

L’applicazione del principio “chi sceglie, paga”- resta ancora la possibilita dell’agente immobiliare di ricevere il compenso provvigionale dal promittente conduttore che sottoscrive un incarico di ricerca- del quale tanto si dibatte anche qui nello stivale, dove spesso si tende invece a pensare che nulla cambierà mai.

I media stanno dando grande risalto alla notizia, con la conseguenza che oramai anche un successivo cambiamento normativo che reintroduca la commissione sarebbe mal digerito. La potenza della comunicazione oggi è deflagrante, al di là di qualsiasi tentativo di soggiogare il mercato con leggi più o meno ad hoc, e quando un utente si sente “finalmente libero” è difficile farlo tornare indietro.

New York è uno stato atipico, con un Mls atipico e forte attenzione all’immobile piuttosto che al cliente. Ora l’associazione di categoria cerca di correre ai ripari, ma sarà probabilmente necessario pensare a un nuovo modo di concepire il servizio.

Seguiremo con attenzione sperando che l’eco giunga forte anche qui prima di rischiare di essere travolti!

Le cose semplici

Probabilmente è arrivato il momento, per il gruppo Mls di cui faccio parte, di focalizzarsi sulla comunicazione agli utenti. Cercando un messaggio chiaro, e diffondendolo il più possibile.

Le reti Mls sul territorio (posso unire nel discorso tutte quelle che stanno aderendo alla Confederazione microreti mls ) sono le uniche realtà che aderiscono completamente alle mutate esigenze del mercato, che richiede sempre di

più la collaborazione strutturata da parte degli operatori e meccanismi di garanzia per gli attori delle compravendite. Con il vantaggio di essere scevri da condizionamenti commerciali, non essendo associazioni a scopro di lucro e non guadagnando in alcun modo dal numero di aderenti se non dalla qualità e produttività del lavoro generato, si riesce a perseguire la qualità del lavoro e del servizio cercando di puntare all’assoluta efficienza, che non è replicabile da nessun altro portale o realtà offline o online.

Tra terzieta’, incompatibilità e altri twist operativi si sta distogliendo di nuovo l’attenzione da quel che il mercato chiede e pretende. Il nostro compito, ora più che mai, è rimanere concentrati in quello che possiamo decidere noi, al di là di leggi o interpretazioni manichee.

Agente Immobiliare, un lavoro che non esiste piu’

Sarei curioso di sapere cosa risponderebbero i colleghi alla domanda: cosa fa un agente immobiliare?

Credo che uscirebbero risposte il più delle volte anacronistiche, con palesi invasioni di campo in professionalità altrui, alla disperata ricerca di un riconoscimento sociale che andasse oltre i luoghi comuni del “tizio in giacca e cravatta che guadagna tanto per aprire le porte”.

Agente Immobiliare, un lavoro che non esiste piu’

L’attenzione al prodotto, anziché al servizio, evidenziata in un interessantissimo articolo di Stefano Lopes Pegna che trovate su linkedin, ha perennemente rinviato il momento in cui decidere una volta per tutte cosa siamo.

Le stesse associazioni di categoria sembrano percorrere la strada del “parallelismo professionale” con altri attori del settore come notai, architetti, geometri, come se ci fosse necessità di trasformarci in “notaietti” o “certificatori”, cosa che in realtà non ci compete e che soprattutto il mercato (vedi il sondaggio di ideaRE 2017; a proposito, ma perché nessuno dei player ha ritenuto valido studiare il mercato utilizzando un sondaggio gratuitamente fruibile e con campione da far invidia alle migliori società demoscopiche? ) non vuole e non ci riconosce?

Tra tecnologie che avanzano e troppo spesso sottovalutiamo, e imminente ingresso di nuove professionalità nel settore dell’intermediazione che potrebbero seguire alla caduta dell’incompatibilità, la sfida è importante, e il risultato a favore degli agenti immobiliari tutt’altro che scontato.

Cercare di comprendere quale sia il valore aggiunto che un agente immobiliare può dare in una compravendita e puntare su quello nella comunicazione è l’imperativo che dovremmo avere tutti per cercare di ritagliarci uno spazio nel futuro dell’intermediazione.

Personalmente credo che tornare a focalizzare quell’aspetto negoziale e commerciale a volte così vituperato da alcuni “guru” del settore sia la strada da seguire, laddove i semplici controlli e prequalifiche sull’immobile siano il minimo sindacale che la clientela si aspetta (fatti inoltre da chi è preposto a farli); E da questo cercare di costruire un unicum non replicabile da nessun altro.

Una strada che indiscutibilmente passa tramite la via della collaborazione tra agenti immobiliari, unico modo di far esplodere in maniera esponenziale le doti empatiche, negoziali e commerciali dei singoli.

Basterebbe (si fa per dire) seguire alcuni semplici precetti, che potrebbero portare alla creazione di un vero e proprio enorme “studio associato diffuso“:

sinergia: tra colleghi e altre professionalità, in cui ognuno abbia il proprio ruolo che permetta di gestire una rete di relazioni così fitta da essere impenetrabile da attori improvvisati e non etici.

Trasparenza e univocità: perseguire la strada della comunicazione chiara e incontrovertibile, in cui andare anche oltre le larghe maglie che la legislazione ci concede e darci una modalità di lavoro che preveda che le fasi di trasferimento dei pagamenti, perfezionamento dei contratti e corresponsione delle provvigioni siano delineateavendo sempre a mente la tutela di tutte le parti interessate (oggi alcune condizioni sospensive, domani magari superate blockchain e nuove tecnologie in automazione), e che sia condivisa da tutti gli agenti immobiliari.

Umiltà: La certezza che la sopravvivenza e la prosperità professionale del singolo siano legate interdipendemente a quelle del gruppo. Ancora una volta scomodo Covey per ricordare che ” Quello dell’interdipendenza è un concetto molto più maturo, più avanzato (rispetto a quello dell’indipendenza – ndr). Se io sono fisicamente interdipendente, sono autosufficiente e capace, ma mi rendo conto che voi ed io lavorando insieme possiamo realizzare molto più di quanto io, anche con il massimo impegno, posso fare da solo. Se sono emotivamente interdipendente, ricavo senso del mio valore da me stesso, ma riconosco anche il mio bisogno d’amore, di dare e di ricevere amore dagli altri. Se sono intellettualmente interdipendente, mi rendo conto dell’utilità che i pensieri di altre persone vengano ad aggiungersi al mio.

Naturalmente tutto questo permetterebbe di coltivare quell’intelligenza creativa ed emotiva che sarà il requisito principale della nostra e di tante altre professioni da qui a brevissimo, e per applicarlo e svilupparlo, ancora una volta, secondo me è necessario portare avanti con convinzione quel concetto straordinario chiamato RETE.

per scoprire qualcosa di più sulle nuove competenze previste per competere nel mercato del lavoro nel futuro prossimo consiglio questo articolo e anche questo!

La paura, motore immobile degli agenti immobiliari

La Paura è il motore immobile degli agenti immobiliari?

Sono sempre più convinto che la nostra categoria, condannata da essa stessa a un ruolo periferico  del comparto immobiliare, sia in realtà rappresentativa di un modus operandi diffuso trasversalmente nel paese.

Abituati a guadagni facili con sforzi minimi nelle passate decadi, salvaguardati da una nebbia diffusa riguardo la nostra operatività, che permetteva azioni a volte quantomeno discutibili, ci siamo trovati Read More