Category: News immobiliari

Bentornato Consap

Grazie a un emendamento in commissione bilancio al senato viene soppressa la lettere A all’articolo 41-bis, comma 1, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito poi  , con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126 .

TORNA IL MUTUO AL 100% GRAZIE AL FONDO DI GARANZIA PRIMA CASA? SEMBRA PROPRIO DI SI’!

Per intenderci, quel semplice:

a) le parole: "con priorita'" sono sostituite dalla seguente:
"esclusivamente";

Che aveva così, con grande semplicità, semplicemente infilato in un cul de sac le varie pratiche destinate ad attingere al fondo di garanzia per la prima casa, visto che chi rientrava (ovvero l’ esclusivamente presente nella lettera del comma cancellato) nei parametri consap veniva tagliato fuori dagli istituti di credito, poco propensi a erogare mutui a persone contrattualizzate a tempo determinato, per esempio.

Quella lettera A di quel comma ha creato non pochi problemi a coloro che anche prima del 14 ottobre, data di entrata in vigore della legge, avevano intrapreso l’iter per usufruire del fondo.

Ora il decreto ristori passerà, probabilmente attraverso la fiducia di entrambe le camere, dovendo essere approvato entro il 27 dicembre.

Possiamo quindi essere fiduciosi che l’anno prossimo ci restituisca un importante strumento che permette di realizzare, fatte salve tutte le precauzioni di sorta, vedi i vari video sul tema che ho fatto sul canale youtube, l’acquisto di un immobile da parte di una fetta della popolazione altrimenti tagliata fuori, e nel particolare momento che stiamo vivendo questa è una notizia da accogliere positivamente.

Mettere casa in vendita durante il periodo di Natale

Ci sono pareri discordanti e qui ti scrivo quella che è esperienza personale e quelli che sono i miei consigli se stai  pensando di vendere in questo periodo, con una particolare attenzione al momento specifico che stiamo vivendo con

tutto quello che ne consegue. “Vendere casa durante le vacanze natalizie” è uno dei temi ricorrenti sul sul web e non solo In tantissimi, tra  agenti immobiliari ed esperti del settore si pronunciano  sulla convenienza o meno di mettere in vendita il proprio immobile durante le feste.

Non voglio creare suspense: per me è un netto sì!

Il motivo legato alla stretta attualità: il dpcm.

sarà un natale molto diverso, e molto più stanziale

il primo punto dei cinque che affronto è legato alla stretta attualità ed è inerente all’attuale dpcm, l’ultimo dei tanti con cui   abbiamo imparato a  convivere oramai da qualche tempo.

Questo in vigore prevede che, a differenza di quello che succedeva in regime di “normalità natalizia”, ci sarà molta più difficoltà negli spostamenti inerenti alle case d’origine,  dai propri familiari e agli spostamenti verso luoghi di vacanza o seconde case.

Impianti da sci chiusi, alberghi che  non potranno organizzare veglioni, cenoni e quant’altro. E’ facilissimo prevedere che quindi ci sia, a differenza degli altri anni,  un numero più alto di persone che rimarranno nelle proprie città, e molte di queste avranno l’immutata esigenza  di comprare casa. Unito a qualche giorno di ferie che magari ci sarà lo stesso, ci  sarà quindi più facilità a muoversi per poter visionare immobili e più tempo per valutare con i propri cari l’eventuale acquisto.

Ecco, questo non è un elemento da tenere in  secondo piano è forse l’elemento cardine su cui basarsi per scegliere di mettere  in vendita l’appartamento in questo periodo, sapendo che avremo comunque clienti presenti e motivati.

C’è quindi questa componente del tempo che si aggiunge alla motivazione oggettiva anche quest’anno rende ancora più appetibile mettere in vendita l’appartamento sotto le festività.

il futuro economico e finanziario

cosa succederà all’economia del paese nei prossimi mesi?

Altro elemento legato all’attualità è che oggi sfruttiamo ancora tutta una serie di ammortizzatori sociali e interventi che hanno cristallizzato la situazione di aziende e dipendenti, e per quanto un po’ più lentamente, le banche continuano ad erogare mutui, magari attendendo la fine della cassa integrazione per chi si è ritrovato a subirla prima di procedere alla stipula dell’atto.

Il futuro, a livello economico e finanziario è al momento una mera ipotesi, passibile di variazione visti i mille fattori che intervengono, che non si può escludere una flessione dei prezzi e una maggiore difficoltà all’accesso al credito.

Basterebbero queste “new entry” per doverti convincere che, se hai intenzione di vendere casa, conviene farlo ora.

i motivi “classici”

se dicembre ha sempre dato grandi soddisfazioni a chi ha messo in vendita casa in quel mese, ci sarà un motivo…

Restano poi tutti i motivi validi ogni anno:

Quello dell’atmosfera e dell’aria che si respira in una  casa presentata con un minimo di presentazione natalizia che aiuta e ben dispone (non parliamo di uno home staging natalizio che sarebbe un’operazione più complicata di cui magari si occuperà l’architetto Federica La Marra sul suo blog con la sua professionalità).

Ricorda però che  negli appuntamenti, ti assicuro, la componente psicologica non va mai scartata e si interseca con le altre  attività di compravendita.

Altro elemento da tenere in considerazione è il fatto che c’è sicuramente  meno concorrenza perché qualcuno sta  soprassedendo seguendo il luogo comune per cui non conviene vendere casa  sotto natale.

Numeri alla mano si contraddice questa credenza ma a te conviene si mantenga:

meno  concorrenza vuol dire più possibilità di  essere visti e visionabili e anche non essere vittima della maggiore immissione di immobili in vendita  che ci sarà da metà gennaio. Ricorda che di fatto la legge della domanda e dell’offerta vige sempre!

Altro  elemento è quello della qualità degli appuntamenti che si fanno perché,come capita durante le vacanze estive le vacanze estive , gli appuntamenti che si fanno sono comunque di maggiore qualità, le persone si muovono durante quel periodo comunque se hanno una motivazione forte e quindi sarà più facile evitare quello che possiamo definire il turista immobiliare.

Qui mi fermo con l’analisi ma spero di averti spiegato perché ora è il momento di mettere in vendita il tuo appartamento.

Credi anche tu sia un buon momento?

allora datti da fare!

Non vorrei sembrare inopportuno, ma di lavoro faccio l’agente immobiliare quindi, se vuoi farlo a Roma e provincia e vuoi vivere questa avventura meravigliosa con me ne sarò entusiasta, dovrai solo contattarmi a qualsiasi contatto di quelli presenti tu voglia.

E se ti va di essere aggiornato sulle novità del mercato immobiliare, iscriviti al mio canale youtube!

Proposta d’acquisto vincolata al mutuo

La proposta d’acquisto vincolata al mutuo è un’offerta caratterizzata da alcuni vincoli:

  • ha una condizione sospensiva, ovvero non è efficace fino al momento della sottoscrizione del contatto;
  • prevede che il cliente vada in banca ed effettui l’iter per ottenere un mutuo (presentando p.es. buste paga, modello unico e tutta la documentazione necessaria).

Proposta d’acquisto vincolata al mutuo


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In questo articolo tocchiamo una tematica con cui spesso i clienti si trovano a fare i conti, ossia la proposta d’acquisto subordinata al mutuo: che cosa è?

Lo scopo qual è? Avere la certezza che da parte dell’acquirente ci siano sia la capacità reddituale nonchè l’assenza di segnalazioni presso le centrali di rischio. Per questa ragione possiamo dire che si tratta del primo punto su cui focalizzarci quando siamo alla ricerca di un’abitazione.

Un acquirente potrebbe pensare di affrontare questo iter ancora prima di avere individuato l’appartamento dei suoi sogni. Perché? In questo modo avrebbe già sotto mano un documento ne attesti la pre-qualifica, così da poter evitare di porre un’eventuale condizione sospensiva sulla casa di proprio interesse.

Quando si è alla ricerca di una nuova casa, tutto il resto può venire in secondo piano. Questo a meno che non si prenda un mutuo al 100%: in questo particolare caso l’ottenimento del mutuo è legato direttamente al prezzo dell’abitazione che si vuole acquistare. Cosa significa? Che la proposta è legata al momento stesso in cui andiamo a fare l’atto. Questo comporta che, nell’ipotesi più sfortunata, l’acquirente potrebbe decidere di non voler più rogitare (per cause maggiori o meno) sino al giorno prima della sottoscrizione e procurando di certo delle difficoltà al venditore che nel frattempo potrebbe aver aspettato per mesi il giorno dell’atto.

Ad occuparsi della perizia per la pre-qualifica dell’abitazione – ossia alla verifica che ci siano tutti i presupposti poterla rogitare – saranno i vostri tecnici di fiducia oppure l’agenzia immobiliare a cui vi siete rivolti.

Le tempistiche: la verifica della capacità reddituale dell’acquirente e l’ottenimento dell’approvazione documentale dell’immobile richiede all’incirca un mese.

In un prossimo articolo affronteremo il tema dei vincoli che si instaurano quando si accetta una proposta d’acquisto subordinata al muto.

A presto!

Come vendere casa al miglior prezzo

Nella comunicazione si lascia volutamente intendere che si tratti di un prezzo più alto rispetto a quello di mercato, ma è davvero così?

Di fatto, non esiste uno strumento che ci permette di vendere a un prezzo più alto del reale valore dell’immobile. Invece, per “miglior prezzo” si può intende una cifra rapportata a: modalità di vendita, condizioni, tempi, assenza o presenza di elementi ostativi, condizioni sospensive e tanto altro. Ci sono tanti modi per intendere quel “migliore”.

Come vendere casa al miglior prezzo


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Oggi parliamo di uno strumento di marketing e comunicazione spesso usato dagli agenti immobiliari nei confronti del venditore: la promessa di vendere il suo immobile al miglior prezzo possibile.

È certo vero che, nell’evolversi della gestione dell’incarico, l’agente immobiliare dovrebbe fare creare l’opportunità per il proprietario di ottenere un prezzo di vendita il più alto possibile. Purtroppo a volte non è così: soprattutto in presenza di incarichi un po’ ingessati che vanno a bloccare dall’interno il mercato l’immobile.

Non facciamo confusione tra miglior prezzo e prezzo più alto. Per capirlo partiamo da un presupposto di marketing molto semplice: se io fossi un acquirente e mi rivolgessi a un agente immobiliare che promette di vendere a un prezzo più alto della media del mercato di certo non mi rivolgerei a lui per andare ad acquistare un appartamento; allo stesso modo, se volessi vendere non mi rivolgerei a un agente immobiliare che si propone di far acquistare case al prezzo più basso sul mercato!

In questa situazione l’agente immobiliare diventa una figura chiave. Ha il compito di mettere in contatto e in accordo – in relazione – due persone che hanno obiettivi diversi ma un punto di chiusura comune.

Se da un punto di vista di vista relazionale l’agente immobiliare si rivela una figura tanto importante, dobbiamo però fare attenzione agli agenti immobiliari che accettano di mettere in vendita l’appartamento ad un prezzo stabilito dal venditore, piuttosto che rifarsi alle valutazioni di mercato. Perché? I motivi sono diversi ma qui basti il principale: se non sta combattendo con voi per il prezzo dell’immobile probabilmente non combatterà neanche con l’acquirente per la proposta d’acquisto e tutte le attività relative all’immissione sul mercato dell’immobile.

Nuda proprieta’: usufrutto e diritto di abitazione

Per nuda proprietà s’intende la possibilità del proprietario di un immobile di cedere il suo diritto di proprietà privata ad un altra persona (l’acquirente), distaccandolo però dal diritto di godimento dell’abitazione. In questo modo, è la persona che ha alienato la nuda proprietà a rimanere in diritto del reale godimento dell’abitazione e ad occuparne gli spazi (ne è quindi l’usufruttuario).

Il potenziale acquirente di una nuda proprietà è di solito interessato all’immobile come forma di investimento per cui è disposto ad aspettare un periodo di tempo piuttosto lungo prima di poterne beneficiare pienamente.

Nuda proprieta’: usufrutto e diritto di abitazione


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Sono agente immobiliare da più di vent’anni e noto con crescente maggiore interesse l’attenzione che si sta creando attorno alla nuda proprietà, un fenomeno in crescita e strettamente legato alla situazione socio-anagrafica del nostro Paese.

Perché vendere come nuda proprietà?

Le ragioni possono essere tante. Pensiamo ad una nazione ove la popolazione ha un età media sempre più alta, dove ci sono situazioni sociali diverse… può essere una soluzione per moltissime persone che in questo modo si assicurano un futuro sereno. In alcune situazioni la persona cede la nuda proprietà e va a vivere comunque in un RSA mantenendosi le spese vive oppure sostiene i costi di una badante.

L’usufruttuario ha sempre diritto ad affittare l’appartamento?

L’usufruttuario ha di fatto il diritto di affittare l’appartamento e questo dà apre a una serie di potenziali problematiche per il nudo proprietario (gestione dell’appartamento, possibilità di liberarlo una volta entrati nella piena proprietà etc.).

Esiste la possibilità di restringere il diritto di godimento dell’usufrutto al solo diritto di abitazione. Solo il cedente avrà diritto ad abitare nell’immobile eil nudo proprietario sarà messo al riparo da eventuali sorprese relative a una locazione.

E’ una scelta che deve essere ben ponderata perché chi sta cedendo la nuda proprietà.

L’interessato deve capire se la liquidità che sta ottenendo da questa scelta gli assicurerà la serenità (magari anche con forme di investimento immobiliare diverse) o se invece è necessario metterlo a locazione.

La differenza tra usufrutto e diritto d’abitazione è importante! Può essere oggetto di trattativa, ma la cosa importante è capire quali sono gli obiettivi dal punto di vista finanziario da parte di chi sta cedendo la nuda proprietà.

Al prossimo articolo!

Instant Buyer: “Vendiamo casa in trenta giorni”

Può essere una strategia vincente e può avere un senso, ma non è l’unico parametro da prendere in considerazione. Perché se è vero che esiste una tempistica entro cui l’immobile ha più facilità ad essere collocato sul mercato, è altrettanto vero che quasi mai vendere in tempi brevissimi corrisponde a vendere al miglior prezzo.

Nel contesto delle vendite veloci esiste la realtà dei cosiddetti instant buyer: dei fondi d’investimento che raccolgono capitali tramite sottoscrizioni private e si pongono l’obiettivo di acquistare una casa per rivenderla, traendo guadagno dalla marginalità tra prezzo d’acquisto e prezzo di vendita.

Instant Buyer: “Vendiamo Casa In 30 Giorni”

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Parliamo di quelli che si propongono nel settore immobiliare come “vendo casa in 30 giorni” puntando tutta la strategia di marketing su tempistica e velocità.

Solitamente, gli instant buyer – realtà particolarmente forti online – preferiscono case da ristrutturare e seguono all’incirca la seguente procedura che prevede: il contattare la proprietà e fare una valutazione dell’immobile attraverso un software; le aree di interesse sono solo le aree residenziali più importanti e i centro metropolitani (p.es. L’esterno del raccordo di Roma non è un’area particolarmente interessante per questo tipo di acquirenti).

Come procedono?

Dopo il primo contatto, viene fatta una visita all’immobile valutandolo attraverso l’algoritmo di un software; il principio è quello di cercare di stimare l’abitazione un po’ al ribasso. Su questa valutazione viene poi calcolato uno sconto dell’8% a cui segue una proposta non vincolante al venditore (diventa vincolante nel momento in cui viene accettata). Una volta salutato il venditore, si procederà poi con i lavori di ristrutturazione all’interno dell’appartamento per andare a rivenderlo sul libero mercato con l’obiettivo di ricavarne un profitto.

Instant buyer: differenze, vantaggi e svantaggi

Per i motivi detti sopra, è difficile pensare che per il venditore che cerchi un buon guadagno dalla vendita questa sia la soluzione migliore. Allo stesso modo, proprio a causa della marginalità che il fondo di investimento cerca di guadagnare, si consiglia anche all’acquirente di prestare particolare attenzione al tipo di lavori di ristrutturazione eseguiti all’interno dello stabile, su cui si potrebbe aver cercato di risparmiare.

In definitiva, può essere una soluzione? Sì, purché lo si faccia con attenzione. In certi casi la velocità di vendita potrebbe essere importante per il proprietario. La condizione ideale sarebbe comunque quella di trovare un referente che possa consigliarci.

Comprare casa: consigli per gli appuntamenti

Vuoi comprare casa? Allora dovrai necessariamente effettuare delle visite per verificare se quello è l’immobile giusto per te.

Comprare casa: consigli per gli appuntamenti

Ecco quindi una serie di suggerimenti da tenere presenti prima e durante la visita, specialmente se sei alla ricerca di un appartamento in città:

  1. Ubicazione dell’abitazione. Ancor prima di fissare delle visite, cerchiamo di identificare tutti gli aspetti che sono per noi fondamentali. Ci sono dei mezzi si trasporto? Se sì, quali? Qual’è il tono generale della zona (vicinato, condomini, aspetto esterno delle strutture)? Ci sono altri elementi di cui tenere conto (vicinanza a servizi, parchi, scuole)?
  2. I citofoni. L’estetica è curata o ci sono pezzettini di carta scritti a mano ed attaccati con il nastro adesivo? Già da questo dettaglio possiamo farci l’idea del contesto nel quale andiamo ad interagire.
  3. Lo stato esterno della palazzina. Ci sono lavori da fare? Chiedete all’agente immobiliare se è in possesso dell’informazione.
  4. Lo stato interno della palazzina. Qual è il livello di pulizia generale e tenuta delle parti comuni?
  5. Se l’appartamento è da ristrutturare. Non ci sono grosse attenzioni da prestare quando le problematiche più o meno evidenti (p.es. muffa) sono dovute alla vetustà dell’appartamento. Se avete il sentore che ci siano problemi diversi fate intervenire un tecnico di vostra fiducia.
  6. Se l’appartamento è in buono stato. L’abitazione è ristrutturata o in buono stato? Verificate lo stato manutentivo, fate domande, chiedete se esiste una documentazione che attesti i lavori fatti (una buona evidenza per farvi fare la scelta migliore!)

COMPRARE CASA: 6 CONSIGLI PER GLI APPUNTAMENTI

Naturalmente i punti elencati sopra possono essere d’interesse anche per i venditori, dato che si tratta di alcuni degli elementi che incidono sul prezzo dell’immobile. Elementi di cui abbiamo già parlato e paleremo ancora nei prossimi articoli!

Assegno di caparra

Stai per fare una proposta d’acquisto per l’appartamento che ti piace e devi lasciare un assegno? In questo articolo parliamo di assegno di caparra e che cosa fare quando si lascia un titolo all’agente immobiliare o alla proprietà.

Che cos’è l’assegno di caparra?
L’assegno di caparra quello con cui si va a sottoscrivere il contratto, la proposta d’acquisto.

A chi dev’essere intestato?
Deve essere intestato necessariamente al venditore (e a nessun altro!). Attenzione: purtroppo ci sono agenzie immobiliari fanno intestare l’assegno a proprio nome con l’artificio giuridico secondo cui si garantiscono eventuali compensi provigionali (che non sono assolutamente maturati fino a quel punto!).

Qual è il suo importo?
Raramente viene definito un importo fisso. Si tratta invece di una percentuale che varia a seconda del prezzo dell’immobile: potrebbe essere di 2.000 come 10.000 euro. Naturalmente, più è alto il valore della caparra che state consegnando e più vi mettete al riparo da qualsiasi tipo di ripensamento da parte del venditore, che potrebbe potenzialmente diventare inadempiente.

Quando deve essere consegnato dall’acquirente al possessore?

L’assegno (intestato al proprietario e nessun’altro) deve essere consegnato solo ed esclusivamente nel momento in cui siete stati messi formalmente a conoscenza della avvenuta accettazione della proposta d’acquisto da parte del venditore.

Controllate le modellistiche dell’agenzia immobiliare a cui vi state rivolgendo perché molto spesso la stessa somma potrebbe essere trattenuta in deposito anche in un momento successivo alla comunicazione: si tratta di un tempo tecnico necessario ad effettuare nuovamente le visure catastali che vanno a verificare l’insussistenza di vizi o problematiche (p.es. trascrizioni o iscrizioni pregiudizievoli non note al momento della sottoscrizione della proposta). Pensiamo solamente a quello che può succedere con l’arrivo di una cartella esattoriale che può andare ad aggredire un immobile da un momento all’altro!

Parleremo delle differenze tra caparra confirmatoria e caparra penitenziale in un prossimo articolo.

Mutuo 100%: pro e contro

Dal punto di vista del mercato immobiliare, quali sono i pro e i contro della stipula di un mutuo al 100%?

Sappiamo che le regole bancarie prevedono di solito che gli istituti eroghino mutui che coprono l’80% del prezzo di compravendita dell’immobile (o della cifra stabilita dalla perizia effettuata dal professionista).

Esistono però alcune piccole sfaccettature: con intervalli più o meno costanti si affacciano al mercato immobiliare dei prodotti che permetto il finanziamento del 100% del costo dell’intero importo. Questo avviene per qui sta acquistando la prima casa, tramite alcuni specifici prodotti finanziari ed il fondo di garanzia CONSAP.

Mutuo 100%: pro e contro

Si tratta certo di un’opportunità che offre potere d’acquisto maggiore rispetto a quello che si otterrebbe col finanziamento del solo 80% del costo totale dell’immobile, ma bisogna tenere conto anche di rischi e potenziali problematiche.

  1. Aumentando il finanziamento aumenta anche il fattore di rischio per l’istituto di credito che si tutela e pone su questo genere di prodotti un tasso d’interesse generalmente più alto.
  • C’è poi un aspetto commerciale a volte sottovalutato che riguarda l’eventuale rivendita dell’appartamento acquistato pochi anni prima col mutuo 100% . Quali criticità potrebbero emergere? Il rischio è che, se il mercato affronta una curva in discesa, ci troviamo a vendere l’immobile ad un prezzo commerciale più basso del mutuo residuo da estinguere (purtroppo in questa condizione si sono trovati anche coloro che hanno comprato nel 2008 e venduto nel 2016, per esempio).
    Vendendo la casa dopo molti anni, diciamo quindici o venti è facile presumere che, per un discorso inflazionistico, il prezzo dell’appartamento sarà molto più alto rispetto a quando l’abbiamo comprato e la parte restante del mutuo da estinguere sarà piuttosto ridotta.

Per queste ragioni la decisione di ottenere un mutuo al 100% è da ponderare molto bene. Dobbiamo capire quello che stiamo andando a fare, tenendo conto del rapporto tra rate del mutuo e reddito e di eventuali curve al ribasso del mercato immobiliare che dobbiamo essere pronti a dover sostenere con dei risparmi, in caso di vendita in un periodo non favorevole.

Case, il lockdown ha fatto salire i prezzi?

Oggi affrontiamo il tema del settore immobiliare e del rapporto con le notizie diffuse dai media mainstream, che spesso fuorvianti a chi è adentro il settore. Nello specifico, andiamo a vedere il mercato immobiliare in apparente risalita dopo il lockdown.

Prendiamo un articolo del 1° luglio il cui una parte del titolo recitava “il lockdown non ha scalfito il mattone: prezzi su dell’1,4% nel II trimestre”. Di primo acchito si ha l’impressione che ad aumentare sia stato il prezzo di compravendita, vero?

Case, il lockdown ha fatto salire i prezzi?

L’articolo ci spiega poi meglio la situazione, che si rivela un po’ diversa da quella che poteva apparire dal solo titolo. Si afferma sì che il prezzo medio richiesto per l’usato – nel 2° trimestre dell’anno –  è stato 1.722 euro al metro quadrato, ma ci si ricorda anche che durante i precedenti mesi di pandemia abbiamo visto parte dell’offerta ritirarsi dal mercato e parte del prodotto in vendita andare verso l’affitto.

Non si tratta quindi di una vera e propria impennata dei prezzi ma dell’aumento della richiesta comparata a un trimestre precedente di grandissima pressione e ad una ripartenza con un minor stock di abitazioni sul mercato.

L’andamento dei prezzi è in parte attribuibile a un livello molto più basso di proprietà immesse sul mercato nel corso degli ultimi tre mesi. Col Paese in piena chiusura abbiamo visto parte dell’offerta ritirarsi dal mercato e parte del prodotto in vendita andare verso l’affitto. Dal 4 maggio i potenziali acquirenti si sono riaffacciati sul mercato con un approccio attendista orientato alla negoziazione. Tutto fa pensare a un periodo di transizione, con compravendite a rilento, verso una nuova fase che probabilmente vedrà un aumento dello stock disponibile e un calo dei prezzi nella seconda parte dell’anno […]” (https://www.idealista.it/news/immobiliare/residenziale/2020/07/01/147746-case-il-lockdown-non-ha-scalfito-il-mattone-prezzi-su-dell1-4-nel-ii-trim-scopri )

Vi consiglio di continuare a leggere con molta attenzione le notizie senza fermarvi ad un titolo che può essere ingannevole.  E’ probabile pensare che alcuni dei venditori(soprattutto quelli che hanno spazi esterni) abbiano la pretesa  di partire con prezzi ancora più alti rispetto a prima ma assistiamo per lo più a una forte propensione alla negoziazione. Se volete vedere come sta andando in questo momento il mercato immobiliare probabilmente la fonte più autorevole è quella degli agenti immobiliari che riescono ad aggregare insieme i dati.

L’acquirente sta vivendo in maniera molto razionale e ponderata l’attuale mercato immobiliare e non è detto che accetti a cuor leggero che si chieda un po’ di più per determinati appartamenti. Al contempo gli immobili che stanno ottenendo una collocazione ideale nel mercato con tempi di vendita relativamente brevi sono quelli che hanno magari fatto un adeguamento del prezzo verso il basso, in partenza.

Facendo riferimento a una banalissima legge di incrocio tra domanda e offerta, se alcuni appartamenti salgono di prezzo ad apparire concorrenziali saranno gli immobili che hanno abbassato di pochi punti percentuali il prezzo fissato all’inizio del primo trimestre 2020.

Ripeto, anche e soprattutto nel settore immobiliare, andate sempre oltre il titolo.