Category: Marketing

Mls in Italia? C’è una nuova speranza.

Il 13 maggio, a Roma, con la confederazione reti Mls Italia abbiamo presentato una grandissima novità.

www.immobilimls.it , il sito degli agenti immobiliari che collaborano veramente.

Perchè questa distinzione? Perchè specificare che collaborano veramente? Perchè la parola mls è molto utilizzata, tra gli agenti immobiliari, ma poco applicata.

Cosa significa? Mls altro non è che l’acronimo di  Multiple Listing Service (quindi un servizio di incarichi multipli) che è un metodo operativo attivo fra gli operatori immobiliari che prevede la condivisione e la pubblicizzazione delle liste degli immobili, al fine di consentire un’ampia collaborazione fra le parti a favore sia delle agenzie sia dei clienti. (fonte: wikipedia).

Quindi, l’operatività consisterebbe nel mettere in condivisione con tutti i colleghi della rete mls gli immobili acquisiti, potendo a propria volta proporre agli acquirenti anche gli immobili acquisiti da altri.

Un passaggio epocale, che vede spostarsi l’attenzione dall’immobile al cliente. L’agente immobiliare assume il ruolo di consulente di parte, e si batterà con tutto se stesso per trovare la soluzione migliore per il suo cliente, interfacciandosi con il collega che cura gli interessi dell’altra parte. “E quindi” – potreste obiettare -“la famosa mediazione, l’essere super partes?”. Nulla è più super partes e veramente improntato alla mediazione come l’impianto di una trattativa svolta in collaborazione, ove ognuno dei consulenti deve raggiungere una situazione di comfort per il proprio cliente, senza poter cercare una conclusione dell’affare che potrebbe portar vantaggio ad uno solo (a discapito dell’altro) per mere ragioni di fatturato personale.

I vantaggi esponenziali in termini di probabilità di vendita o di acquisto, attraverso un servizio unico ed esclusivo della categoria, sono sotto gli occhi di tutti, ma allora perchè non è esploso sino a ora?

Da quando se ne è iniziato a parlare, sono aumentate le strutture e le piattaforme che si presentavano come fautrici dell’mls, con un problema di fondo: essendo di natura commerciale, avevano l’obiettivo di avere il maggior numero di aderenti possibili, e non di perseguire una qualità verificabile ed impattante sul cliente.

Il risultato è stato quello di avere piattaforme mls a libero inserimento, ove finivano condivisi solo gli immobili ritenuti invendibili, dove non c’erano controlli preventivi e andare a collaborare su questi immobili rappresentava un salto nel buio, con il rischio di fare figuracce con il proprio cliente acquirente o attendere in una lista d’attesa eterna il proprio turno (che non arriva mai). Conseguenze: colleghi sfiduciati e clienti insoddisfatti.

Però alcuni agenti immobiliari hanno percorso delle strade alternative e si sono costituiti in reti locali mls gestite da loro, senza fini di lucro, perseguendo standard di qualità molto elevati. Il risultato è stato quello di avere trattative più efficaci, clienti più soddisfatti, aumento della fiducia nel sistema da parte degli agenti immobiliari che ne fanno parte. Sì, perchè l’mls è prima di tutto cultura, poi strumento operativo.

Diffuse in tutta Italia, seppur a macchia di leopardo, si sono riunite e incontrate tra loro dando vita al più grande progetto mls in mano agli agenti immobiliari: Immobilimls.it . Il portale riunisce tutti gli agenti immobiliari delle reti locali che in tutta Italia hanno deciso di collaborare, mettendoci la faccia, dando a disposizione un sistema di verifica dell’immobile condiviso (il proprietario può controllare che effettivamente l’immobile sia in piattaforma digitando un semplice codice) e dando agli utenti la possibilità di segnalare comportamenti scorretti direttamente online.

Acquirenti e venditori possono verificare a loro volta la presenza dell’agente immobiliare all’interno della piattaforma, che corrisponde all’accettazione del codice etico e di un iter di garanzia degli utenti molto chiaro.

Un cambiamento epocale, come detto in principio, che se ben comunicato e diffuso potrà facilitare e incentivare quella trasparenza e chiarezza di cui il settore ha tremendamente bisogno.

Sono Fuori Dal Funnel…

Nel 2018 conviene utilizzare la strategia del funnel per cercare di attirare clienti? E’ quello che mi chiedo quando, navigando sui social per lavoro o per diletto, noto il proliferare del fenomeno dei funnel non solo nell’infomarketing o nel networking, ma oramai per qualsiasi tipo di prodotto o servizio.

iniziamo a essere stanchi del funnel?

Ma cosa è un funnel? Come trovate anche su wikipedia  con il termine funnel si intende un “imbuto di conversione” ovvero ” il percorso che una persona potenzialmente interessata a un prodotto o un servizio compie prima del suo acquisto”.

Il Funnel è Uno Strumento Superato?

Legato a stretto contatto con il content marketing, la cui base è quella di creare e condividere gratuitamente contenuti per attrarre nuovi clienti, lo trovate spessissimo oramai nella formula “lascia la mail e scarica il video-corso/webinar/la guida/i sette segreti etc. etc.

Una volta era “lascia il tuo numero per essere richiamato”, ma il meccanismo è sempre il medesimo.

Ti interessa quello che hai visto/letto? Allora lasciami la mail come ringraziamento per la mia generosità e iniziamo un percorso assieme che a te donerà contenuti ancora gratuiti, e al “funnellante” la possibilità di continuare, tramite crm a contattarti, pizzicarti, ricordarti che esiste fino a quando non ti chiederà di monetizzare in qualche modo quanto ricevuto, magari con la promessa di elevarti a un livello superiore di conoscenza o di essere tra i pochi a poter aggiudicarsi un prodotto.

Ma troppi funnel, come in questo momento, creano una “bulimia” a cui segue disgusto e disinteresse. Così le caselle di posta elettronica si riempiono di spam volontario, ove distinguere quel che davvero ci interessa da quello che non siamo interessati a continuare a seguire si fa difficile.

Il Paradosso Della Mucca Viola

C’è qualcosa di inquietante e al tempo stesso divertente relativamente a questo trend.

Moltissimi dei dispensatori di funnel si rifanno a quei “testi sacri” del marketing in cui trovano spazio differenziazione e cambio di paradigma, seppur analizzati da punti di vista diversi. Dalla strategia oceano Blu ai sette pilastri del successo, e ancora passano per le 22 leggi immutabili del marketing fino alla celeberrima Mucca Viola di Seth Godin si trova un filo conduttore unico.

Eppure sembra che quest’epoca di web marketing si stia appiattendo su se stessa. La necessità di accellerare sempre di più il processo di acquisizione del cliente, dato l’aumetare esponenziale dei competitor, porta a condividere sempre meno contenuti prima di richiedere la famosa email, e la parte contenutistica si assottiglia sempre più, limitandosi a mere promesse di guadagni o cambi di vita basate su biografie quantomeno discutibili e concetti nebulosi e mai approfonditi.

Questo perchè l’ “effetto wow” deve arrivare subito, si capisce che l’utente è oramai uno “scrollatore seriale” di newsfeed che bypassa senza voglia di approfondire in un mare magnum di venditori di pozioni magiche e finti guru che oramai l’utente medio ha ben compreso nelle finalità ultime che sono quelle di ottenere facili guadagni (in tal senso è interessante notare quanto stiano aumentando i commenti negativi sotto le varie campagne sponsorizzate dei tanti “funnellisti” venditori di strategia.

Dal mio punto di vista il mercato è saturo, e il futuro sarà di coloro che scopriranno la nuova mucca viola nel comunicare, distinguendosi da una massa oramai troppo spersonalizzata, nonostante crm sempre più evoluti.

Di certo mi sembra che a oggi sia un futuro non scritto…

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